Descrizione
PINETO. Con “Marcinelle”, spettacolo civile per ricordare il tragico disastro minerario dell’8 agosto 1956 (prima data in Abruzzo, dopo il debutto a Roma), si è conclusa ieri, 29 marzo 2026, la Stagione Teatrale 2025/2026 Ora, Tempo del Teatro. Buone abitùdini” di Pineto con la direzione artistica di Michele La Ginestra. Lo spettacolo, scritto e diretto da Ariele Vincenti con le musiche di Tiziano Gialloreto, è stato messo in scena dallo stesso Vincenti e da Francesco Cassibba, Matteo Milani, Sara Nicolucci e Giacomo Rasetti. Al termine tanta la commozione da parte del pubblico anche per le parole di Nino Di Pietrantonio, Presidente dell'associazione nazionale vittime di Marcinelle. Presenti in sala anche la Sindaca di Castelvecchio Subequo, Marisa Valeri e il Sindaco di Turrivalignani, Giovanni Placido, comuni duramente colpiti dalla tragedia. Un bilancio positivo e importante per l’intera stagione, contrassegnata dall’aver parlato in modo attuale e delicato di temi quali migrazione, emarginazione, patriarcato, sfruttamento del lavoro, ma anche della fragilità della mente umana e dell’amore. La stagione è stata organizzata dal Comune in collaborazione con il Teatro 7 di Roma.
“Si è chiusa una stagione teatrale di prosa intensa, - dichiara l’assessora alla Cultura del Comune di Pineto, Jessica Martella - che ha parlato al nostro tempo con sensibilità e profondità, affrontando temi complessi e attuali con grande delicatezza. Sul palco abbiamo visto storie parlare di migrazione e maschilismo, di sfruttamento del lavoro, di fragilità legate ai problemi mentali e amore, questioni che attraversano la nostra società e che il teatro ha reso vive e umane. Con Marcinelle, a 60 anni dalla strage, abbiamo ricordato una pagine dolorosissima della nostra Regione ed è stato molto commovente la presenza dei sindaci di due comuni duramente colpiti in termini di vittime e del Presidente dell’Associazione Nazionale vittime di Marcinelle. Ringrazio le compagnie, gli artisti e il pubblico che hanno reso possibile questo viaggio condiviso in cui protagonista è stata una Cultura che non ha paura di interrogarsi e di metterci in discussione. Grazie in particolare a Valeria D’Orazio per aver curato l’organizzazione della stagione e al consigliere Pierpaolo Cantoro per la collaborazione”.